Legge di Bilancio

Approvato il nuovo Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP)

In data 2 ottobre il Cdm ha approvato diversi provvedimenti tra i quali il DPFP ossia il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP).

Il DPFP rivede al rialzo per il 2026 la crescita all'1% mentre il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9%.

Inoltre, nella stessa seduta del 2 ottobre sono anche stati approvati i due seguenti provvedimenti con:

  • Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione di problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche (decreto-legge)
  • Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/2847 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativo a requisiti orizzontali di cibersicurezza per i prodotti con elementi digitali e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013 e (UE) 2019/1020 e la direttiva (UE) 2020/1828 (regolamento sulla ciberresilienza) (decreto legislativo – esame preliminare)

Vediamo maggiori dettagli del DPFP.

Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP)

Per quanto riguarda lo scenario programmatico si prevede:

  • indebitamento netto incluso l'utilizzo della Nec: 3,4% per il 2027; 3,2% per il 2028 e 2,3% nel 2029;
  • indebitamento netto escluso l'utilizzo della Nec: 2,8% per il 2027; 2,6% per il 2028 e 2,3% nel 2029.

Negli anni successivi il tasso di crescita programmatico del Pil si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029.

Debito pubblico programmatico previsto: 138,1% a fine 2026; 138,5% nel 2027, scende al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.

Nel corso del Consiglio dei ministri, il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato anche la Relazione al Parlamento 2026 ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012. 

Infatti, in attuazione di quanto previsto dagli atti di indirizzo approvati lo scorso 5 agosto dal Parlamento, il Governo ha presentato alla Commissione europea, il 10 settembre 2026, la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia in relazione alle maggiori spese per l'energia e la sicurezza. 

Le risorse, per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-28, sono pari, per ciascuna delle clausole, a circa lo 0,3% annuo del Pil.

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